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Guida

TFR: Meglio in Azienda o nel Fondo Pensione?

Il confronto diretto

Sei parametri chiave per decidere dove destinare il tuo TFR.

TFR in azienda

Tassazione rendimenti17%
Tassazione erogazioneMedia IRPEF (min 23%)
Contributo datoreNo
AnticipazioniLimitate
VS

TFR nel fondo pensione

Tassazione rendimenti20% (12,5% su gov.)
Tassazione erogazione15% → 9%
Contributo datoreSì (da CCNL)
AnticipazioniPiù flessibili

Il contributo del datore di lavoro: soldi gratis

Quando aderisci al fondo pensione e versi la tua quota, il datore di lavoro è obbligato dal CCNL a versare un contributo aggiuntivo. Sono soldi in più rispetto al tuo stipendio, che perdi se non aderisci.

Metalmeccanici

Contributo lavoratore1,2% RAL
Contributo datore2,0% RAL
Bonus under 362,2% RAL

Commercio / Terziario

Contributo lavoratore0,55% RAL
Contributo datore1,55% RAL
Rapporto1 : 3
Novità 2026

Portabilità del contributo datoriale

La riforma 2026 introduce la portabilità del contributo datoriale: anche se scegli un fondo pensione diverso da quello di categoria indicato dal CCNL, il datore sarà comunque tenuto a versare la propria quota. Questo amplia la libertà di scelta del lavoratore senza rinunciare ai soldi “gratis”.

Vantaggi per l'azienda

Destinare il TFR al fondo pensione conviene anche al datore di lavoro.

4-6%

Deduzione

Deduzione dal reddito d’impresa dei contributi versati al fondo per i dipendenti.

0,20%

Esonero contributo

Riduzione del contributo al fondo di garanzia INPS per il TFR trasferito.

Zero

Obbligo accantonamento

Nessun obbligo di accantonare il TFR in bilancio: migliora la liquidità aziendale.

Domande frequenti sul TFR

Le risposte ai dubbi più comuni sulla destinazione del TFR.

No, anzi. Nel fondo pensione il TFR confluisce in un patrimonio separato, vigilato da COVIP e Banca d’Italia. È impignorabile e insequestrabile. In azienda, invece, il TFR è esposto al rischio di insolvenza del datore di lavoro: se l’azienda fallisce, il recupero passa attraverso il Fondo di Garanzia INPS con tempi lunghi e importi limitati.

No. La normativa prevede che il TFR venga destinato interamente: o tutto in azienda, o tutto nel fondo pensione. Non è possibile suddividerlo. Tuttavia, per i dipendenti di aziende con almeno 50 addetti, il TFR non destinato al fondo viene comunque trasferito al Fondo Tesoreria INPS, non resta in azienda.

Sì. Il contributo del datore di lavoro previsto dal CCNL viene erogato solo se il lavoratore aderisce al fondo pensione e versa la propria quota. Se il TFR resta in azienda, il datore non è tenuto a versare nulla. Si tratta di soldi in più rispetto alla retribuzione: non aderire significa rinunciarvi.

Dal 1° luglio 2026 il termine per la scelta scende da 6 mesi a 60 giorni: i neoassunti che non esprimono una scelta esplicita entro 60 giorni dall’assunzione vedranno il proprio TFR conferito automaticamente al fondo pensione di riferimento del CCNL (comparto life cycle), insieme alla quota minima propria e a quella del datore. Resta l’obbligo per il datore di informare il lavoratore con comunicazione tracciabile.

Prossimo passo

Nella Guida 4 scoprirai quando e come puoi chiedere anticipazioni dal fondo pensione: acquisto prima casa, spese sanitarie e molto altro.

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